È tutta colpa di Alice. Da tanto non scrivevo.
Alice in Wonderland, ma che per noi è Alice in Saveland.
E ove l’Alice classica entra nella tana del Bianconiglio in questa visione realistica la nostra suddetta Alice da noia all’Orso…
E l’Orso poi scrive…e scrive tanto…tanto testo. Perché vuole spaccare le vostre menti e le vostre abitudini obbligandovi a leggere. Vuole spezzare questa tendenza alla fruizione immediata e rapida dei contenuti, delle emozioni, facendovi fare un passo indietro, indietro nel tempo, a un tempo in cui eravate per forza costretti a leggere tutto.
E vedendo come vanno le cose oggi e cosa abbia prodotto tutto questo, incluse le inarrestabili prospettive future, non era tutto sommato poi un gran male…dover leggere, col giusto tempo, con la necessaria concentrazione e riflessione…tutto!
Via basta altrimenti diventa un: “si stava meglio quando si stava peggio!” che ho sempre odiato. Guardiamo avanti con fiducia!
Avevo come clienti, diversi anni or sono, una associazione di danza. Mi colpì profondamente la frase che avevano sul loro sito:
“se l’arte avesse un corpo la danza sarebbe il suo respiro”
Restai disarmato di fronte alla potenza di questa immagine.
Quindi cosa possiamo dire del Save?
Mi scappa da ridere perché mi avventuro, dato il livello dell’incipit, in un terreno impervio e rischioso, anzi il terreno non c’è proprio o voli o…
E io non volo o se volo…”volo” (detto alla fiorentina) per terra!
Se il gioco avesse un corpo cosa sarebbe il Save?
La pancia!
Perché è endorfina quando è piena, perché è sostentamento per il fisico e per la mente e devi riempirla altrimenti muori e per riempirla devi metterti seduto al tavolo (lasciamo stare i tempi moderni, la linea e la frenesia per favore).
E al tavolo, quando riempi la pancia, succede esattamente quello che succede al Save quando giochi: socializzi con tutti, endorfine per tutti!
Se riprendo il parallelo della danza e lo unisco con quello della pancia mi viene fuori un Paolo Villaggio in calzamaglia bianca e parrucca del film “Sogni mostruosamente proibiti”…che qualcuno ci salvi!
Ma in realtà, il Save, non si sa cosa sia…un crogiolo di intenti, una fucina di idee, un impasto di menti, un insieme di denti (che ride), una risonanza armonica che fa esplodere il contenitore delle emozioni.
O forse una valanga carica di energia, una spinta per tuffarsi in un nuovo mondo, un’evasione dalla realtà, un rifugio dalla quotidianità, una risata insieme, un ritrovo di amici, un caffè.
Non so veramente cosa sia ma certo è che una sala piena così di giovani e meno giovani, in quest’epoca complicata, veloce e violenta, riempie il cuore:
Cosa fa il Save?
Genera sorrisi, meravigliosi e sinceri sorrisi!
E solo per questo ne vale la pena.
In treno in mezzo a tanti colori si viaggia felici.
ah bei tempi andati under 27 biglietto agevolato interrail in Europa.
Ma scusate qui manca qualcuno.
Pepita dove seiiii?
Eccomi! Ma che noiaaaaaa! Il Save crea anche la noia, ma noia positiva però.
Crea linguacce, competizione costruttiva e incazzature da lungaggini esecuzione turno di gioco per cazzeggio (detto tecnicamente down-time improprio). Al tavolo “fru-fru”, con un Cercatore in gran spolvero, si giocano Perle provenienti dal freddo (ma non venivano le spie dal freddo? O dal semifreddo? Muah! I tempi cambiano…), ma mentre c’è chi è intento a studiare la strategia e la mossa piu opportuna, altri mandano messaggi subliminali: se vuoi dopo ti lecco…tutte le carte! Della serie: mi raccomando pensa intanto la mossa mentre gli altri giocano altrimenti quando tocca a te… Comunque ragazz* mi raccomando proteggetevi sempre! “mutandate” sempre le vostre…carte! Una bocca “salivosa”, una lingua famelica o una mano unta sono sempre in agguato…
Il Save insegna e addestra anche a pagare i conti a chi di solito non li paga, a chi di solito quando c’è da estrarre il portafoglio inizia a ballare la macarena facendo finta di cercarlo, e quando lo trova se riesce a rompere le ragnatele grosse come i cavi che reggono i ponti e lo apre… escono le farfalline (quelle di quando va a male la roba chiusa da anni).
Il Cercatore, come detto in forma smagliante, dopo i giochi venuti dal freddo, ha gettato in pasto ai poderosi e affamati “fru-fru” un giochino di carte: “La Cuenta”.
(Per questa purtroppo non ho foto…sigh!)
All’apparenza innocuo e quasi snobbato data la levatura dei commensali si è rivelato invece una Cuenta “Dolorosa” come la “Vergine dei Dolori” (angustia y sofrimiento):
Lo spagnolo con un minimo di applicazione si riesce a capire:
Hola amigos
En España, pedir "la dolorosa" es una expresión popular para solicitar la cuenta al camarero en un bar o restaurante.
Al recibir la minuta y ver el elevado importe, los clientes ponían una cara de angustia y sufrimiento tan marcada que recordaba a la expresión de la Virgen de los Dolores (la Dolorosa), la imagen de la Virgen María sufriendo tras la muerte de Jesús. De ahí la comparación humorística y resignada de llamar a la factura "la dolorosa".
Al Save si usano le scienze: naturali…
Si gioca addirittura con uno schema a “denti di squalo”: quando la prima fila cede scatta la seconda!
Uno squalo non può mai restare senza denti altrimenti non mangia e la famosa pancia non si riempie e muore e così un gioco non può mai restare senza giocatori.
Nell’attesa un messaggino o uno scroll non fa mai male a nessuno
…la chimica, anzi c’è chimica.
Aspe…aspe…come era la regola allora prendo le palline e poi….BOOOOOM!
Ok va bene capito l’antifona questo gioco è peggio dei botti di fine anno andiamo di Secret Hitler va! Più tranquillo… disse l’ignaro giocatore che si addentrava nella tana del Drago senza spada e senza scudo…
Al Save si invitano VIP Qui siamo al tavolo di chi spende, ma non per giocare ma per vivere un esperienza. Un cachet carissimo per beneficiare dell’illuminazione ludica del nostro Presidente! Sempre sia lodato! Non siamo degni di partecipare…ma dí soltanto una parola e noi ci saremo! Tutti in rigoroso, rispettoso e reverenziale silenzio: “Allora tu fai questo perché poi fai quest’altro ma attento però! È antani come fosse prematurata a destra ma volendo anche a sinistra o centro e attenti che ogni tanto spiffera!”
Al Save si festeggiano compleanni e si fanno usi impropri di componenti di gioco.
Qui invece è alto il desiderio di unirsi al tavolo “fru-fru” ma non ne hanno lo spessore, la preparazione e le capacità, perirebbero in pochi secondi, devono ancora allenarsi e fare gavetta.
Il Save preserva e difende la vita in ogni sua forma e libertà eccetto che per le zanzare.
Sara: “Ma dopo facciamo un Secret Hitler?”
Voce fuori campo: “Ma guarda che te l’hanno già preso all’altro tavolo…l’unica speranza è che saltino per aria con qualche esplosione incontrollata di palline colorate!”
In alto a dx: Auguri al Prof. Capitano e attore di mille party game
Festeggia sempre rigorosamente senza spumante o/o champagne, perché lui non beve alcol (è un puro!) e questo diktat ovviamente lo impone a tutti… ne uscirà un festone come non mai di sicuro!
Si vanta dei suoi 26 appena raggiunti e pensa ad un biglietto per l’interrail a sconto.
Secondo me resterà a piedi.
Ma mi domando: Che uso ne avranno mai fatto di quella saponetta gialla in mezzo al tavolo? non si saprà mai vero? è un… Taboo!
Ma le vostre facce, gli atteggiamenti evasivi e colpevoli parlano chiaro!
Al Save si costruisce, si vince e si perde malamente.
Siccome alcuni vengono al Save e pensano in grande ecco a voi l’Opera “diDDomo!” Magna.
Pensano e rimuginano e ripensano, pensano di vincere o di ricevere una remunerazione di punti per l’enorme lavoro e sforzo di costruzione della cattedrale.
Illusi ed ignari c’è chi se la ride, siete già irretiti, e colei attende nell’ombra solo il momento in cui tirare su la nassa e solo allora vi renderete conto del vostro vano e frenetico lavorio. Come schiavi egizi resterete senza punti o comunque non abbastanza!
Vero Paola?
al Save si Magna che ti riMagna, e si studia.
Rita: “Allora, Luca! ma non capisci proprio nulla!, te lo ripeto per l’ultima volta, c’è la gricia, l’amatriciana e la carbonara…”
Luca: “aaaah è una barzelletta?”
Rita: “zitto! Per fare la gricia ci vuole Il guanciale e la gricia è meglio dell’amatriciana e della carbonara, che ha l’uovo, fidati!”
Federico: “mumble mumble, mumble se questo va a destra non va a sinistra ma potrebbe andare al centro oppure sta sospeso?…ma che casino e ora m’è venuta fame, m’è venuta voglia di gricia chissà perché”.
Ma questo Rurik secondo voi come sarà? Perché qualche dubbio viene
Al Save si studia e si ri-studia (asini!).
Qui ci spostiamo su idee e gusti più spazio-orientali e non si fidano per niente di quello che dicono al tavolo di Rurik.
Occhi attoniti e fiduciosi attendono il sacro verbo del Maestro che prima o poi arriverà e li tradirà!
I Maestri però dovrebbero essere preparati almeno prima della lezione…
Domanda: ma qualcuno andrà in sella “alla bersagliera” secondo voi?
Infine il Save è poesia!
E per il finale mi appoggio umilmente sulle spalle di un gigante.
E se prima rischiavo di volare in terra adesso proprio mi ci schianto!
Sempre caro mi è questo ampio Save,
e questi tavoli pieni, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo felice volutamente non esclude.
Ma sedendo e giocando, interminate
avventure e ambientazioni di là da quelle, e sovrumani
silenzi, e profondissimi ragionamenti
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il riso
odo stormir fra queste sedie, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien il gioco, e i venerdì morti, e il presente
e vivo, e il suon di lui. Così tra questa immensità
s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’é dolce, ogni venerdì, in questo mare
di vip, ricette, viaggi, opere magne, saponette,
maestri, esplosioni, squali e fru-fru…
dove al Save quel che resta importante
sei sempre tu!
E scusami Giacomo sappi che ti voglio sempre bene e che sei e resterai il mio poeta preferito.
Ogni tanto però gioca e vieni a giocare che ti farebbe bene e tirerebbe su il morale anche adesso! Ecco il testo vero: L’infinito
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
5 spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
10 infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
15 e il naufragar m’è dolce in questo mare.